Astratto – opera di Carolina Moretti –  Olio su tela cm 70 x 180

Intervista a Carolina Moretti

– Ti va di raccontare brevemente chi sei?

Ho 34 anni e sono cresciuta al Colomberone, un piccolo paesino nella verde campagna sul confine tra Bergamo e Cremona, ho frequentato il liceo artistico a Crema e terminato gli studi all’Accademia Carrara di Bergamo . Nel frattempo ho sempre lavorato come cameriera nel ristorante di famiglia .

–  Quanto è importante per te lavorare come artista?

Io sento che per me è sia un bisogno che una terapia, mi aiuta a  capirmi e  a capire. Ho la necessità di cogliere se sono in grado di trasmettere sensazioni ed interrogativi così organizzo mostre e partecipo ad esposizioni collettive .

– Quando hai cominciato a crederci?

Ho cominciato fin da piccola sognando di fare i cartoni animati . Poi nell’adolescenza il fatto d’avere già una responsabilità nei confronti dei miei genitori nell’attività di famiglia m’ha portato a lottare per la scelta della scuola e ho scelto di frequentare il liceo artistico . La prima soddisfazione è arrivata nel 2004, durante il primo anno all’Accademia, quando durante la mostra annuale degli studenti fu notato il mio dipinto da un critico che mi propose un contratto per una galleria d’arte .

– Secondo te è possibile parlare di educazione alla bellezza?

Sì, ma più che di educazione alla bellezza per me sarebbe più utile un educazione al sentire, al linguaggio del cuore . Penso che dovremmo tornare  a sviluppare di più i nostri sensi . La bellezza la si può trovare in tante forme e penso che sia troppo soggettivo il valore del  bello perché è in stretta relazione con la cultura di ciascuno . Logicamente la bellezza ha un potere non indifferente  ela si può sicuramente cogliere meglio sensibilizzando l’essere umano all’ascolto del proprio io .

– Ritieni che sia possibile in qualche modo incentivarla e coltivarla?

Sì, assolutamente . Il bello è armonia, eleganza, è necessario per l’appagamento dei sensi . Avvicinare i bambini alla magia del colore e della forma attivamente penso possa aiutarli a conoscersi maggiormente è in modo profondo, dando forma a ciò che solitamente rimane astratto, come gli stati emotivi . Incentivare visite a musei, partecipare a concerti e spettacoli teatrali  sarebbe utile per aiutarli a imparare ad ascoltare la loro sfera emozionale .

– Che peso ha avuto la tua formazione scolastica in questa ricerca?

M’ha aiutata a capire la storia, a comprendere come ogni epoca ha avuto il suo modello di bellezza e sviluppare un senso critico, prima di tutto verso il mio creare . Durante gli studi ho vissuto un periodo in cui pensavo di dover apprendere e poi dimenticare per non rimanere troppo condizionata nel mio fare artistico . Fortunatamente ora sorrido pensando a quel vissuto infatti ora so che quanto ho appreso ha continuato a lavorare dentro di me . La ribellione e la contestazione dell’ insegnamento nell’età dell’adolescenza penso sia un passaggio di molti .

– Cosa hai imparato dal punto di vista tecnico?

Ho potuto scoprire strumenti che altrimenti non avrei mai utilizzato come il computer per esempio L’ apprendimento delle varie tecniche è molto importante perché ti permette poi di poter scegliere quale mezzo utilizzare in base a quanto vuoi dire ed esprimere .Bisogna conoscere una tecnica per poi sbizzarrirsi nella libertà di scomporla e farla propria.

– Se dovessi dare dei suggerimenti pratici per avvicinare le persone alla gioia della creatività cosa diresti?

Semplicemente di prendere i colori e usarli liberamente, lasciando libero sfogo al proprio gesto cercando di scollegare la mente dall’idea di dover creare qualcosa di reale, di eticamente “bello”.La sensazione di benessere sarà immediata!

Esempi di pittura Inter-attiva condotti da Carolina Moretti con la partecipazione del pubblico del “Life Live park”al parco Tarenzi di Sergnano -Cremona- nel 2007.

 

L’EDUCAZIONE ALLA BELLEZZA E LA GIOIA DELLA CREATIVITA’